DETECTIVE PER CASO
IL RITORNO DI JOEL
AGOSTO
(volume 8 di 12)
ISBN BROSSURA: 9791282384162
Autore: Kalel Abellium
Titolo: DETECTIVE PER CASO - IL RITORNO DI JOEL
Sottotitolo: Agosto
Mese di pubblicazione: SETTEMBRE 2025
Numero di pagine: 200
Prezzo: € 11,00 (Brossura) - € 3,99 (E-book)
Genere: NARRATIVA. Giallo - Mistero
Il libro
Agosto spinge oltre il confine tra memoria e presente. Il diario richiama Giorgio e Joel a New York, 1929: un banchiere muore nel suo ufficio durante una finta esercitazione antincendio. Soci divisi, sindacalisti furenti, una telefonata spezzata: nella città che scambia vite con numeri, il passato torna con un volto che non lo riconosce.
Poi i binari di Avigliana: un consulente viene trovato senza vita su un regionale. Otto passeggeri, una chiavetta “caduta” sotto un sedile, un telefono sottratto, ritardi calcolati e alibi fragili. Tra un capotreno nervoso, un’agente fuori servizio composta, una donna elegante e un senzatetto che osserva, ogni dettaglio punge come metallo.
Buenos Aires, 1937: il direttore d’orchestra muore a fine serata. Un calice, una rosa nel taschino, specchi che moltiplicano i sospetti; sul palco la ricostruzione diventa un tango muto, e a stonare non è la musica ma un gesto.
Infine il Forte di Exilles: uno storico muore nella sua stanza. Una tazza di metallo, un veleno “di giardino”, una sciabola non inventariata e un diario settecentesco riaprono la pista dei reperti contesi. Tra guide gelose, colleghi ambiziosi, antiquari interessati e assistenti in fuga, Giorgio cerca la crepa decisiva. “Il ritorno di Joel – Agosto 2025” intreccia quattro indagini senza rivelare i colpevoli: conta seguire il filo della verità fino all’ultima pagina.
Leggi le prime pagine
Primo agosto 2025
Non ho avuto neanche il tempo di mettere in ordine i vestiti sparsi in salotto. Il frigorifero vuoto, la mente ancora gonfia del caso di Avigliana. Il diario ha iniziato a vibrare sotto la mia mano. Le lettere sono comparse lentamente, come se fossero incise con un coltello.
New York. 1929.
Poi un’altra riga, più tagliente:
Wall Street. Un banchiere morto. Una città che crolla insieme ai suoi numeri.
La luce bianca ha inghiottito ogni pensiero. Il tempo ha tremato e poi si è spento.
Quando ho riaperto gli occhi, ero in piedi tra grattacieli scuri e il cielo color piombo. La città urlava con i clacson, i venditori di giornali gridavano titoli che già sembravano necrologi, e la folla si muoveva come formiche impazzite, ognuna convinta di poter salvare se stessa.
Alle mie spalle una voce che conoscevo molto bene. Joel. Non c’era bisogno di voltarmi per riconoscerlo. Cappello inclinato, completo impeccabile da fine anni ’20, e quello sguardo che sembra sapere non solo cosa è accaduto, ma anche cosa accadrà.
Mi ha guidato fino a un edificio in pietra scura: Latham & Price Investment House inciso in oro sopra l’ingresso. Dentro, il silenzio di un tempio profanato. Al sesto piano, dietro una porta socchiusa, il caos del mondo finanziario si era fermato su un’unica immagine: il corpo di Walter Price riverso sulla scrivania, il sangue che macchiava la giacca come un sigillo. Odore di rame, di cuoio caldo, di sigaro spento. Un colpo solo, dritto al torace. Nessuna colluttazione. Nessuna fuga.
Un omicidio asciutto. Quasi elegante.
Joel mi ha parlato a bassa voce, come se non fosse la prima volta che vedeva quella scena: Price, uno degli uomini più potenti di New York, sopravvissuto alle prime scosse del mercato grazie a mosse spietate. La sua banca, fondata con Stanley Latham, traballava come tutto il resto. E adesso lui era morto, lasciato lì come un avvertimento.
La polizia parlava già di suicidio. Troppo comodo. Nessuna polvere da sparo sulle mani, la pistola non sua. E soprattutto, quella telefonata dieci minuti prima: voce agitata, appuntamenti annullati, linea caduta. Non era disperazione. Era una scelta. Solo che non era la sua.
Joel ha elencato le persone che risultavano sospette.
– Stanley Latham, socio e rivale: litigio violento il giorno prima, documenti strappati, voce di rovina economica.
– Evelyn Price, la moglie: giovane, elegante come una diva, erede di tutto. Matrimonio breve, già logoro, segreti bancari e conti paralleli.
– Henry Kessler, l’impiegato licenziato dopo dieci anni. Allontanato senza appello, rabbioso, svanito per giorni. Aveva promesso vendetta.
– Robert Flynn, il sindacalista: discorsi incendiari, minacce gridate a Wall Street, “uno per uno cadranno”.
Quattro volti, quattro motivi. Nessuna prova.
Price era stato visto vivo alle 8.12. Alle 8.30 era morto. Nessuno aveva udito lo sparo, ma proprio a quell’ora una finta esercitazione antincendio aveva coperto ogni rumore con sirene e passi affrettati. Tempismo perfetto.
Il medico legale fissava l’ora del decesso alle 8.25. Nessuna effrazione, nessuna fuga registrata. Solo il vuoto.
Camminando tra Battery Park al tramonto, con il fiume che rifletteva tremolii d’argento e la città che ringhiava alle mie spalle, Joel mi è comparso accanto. Ha detto che doveva iniziare con i colloqui: prima Latham, poi Evelyn.
Si è voltato verso Manhattan e ha aggiunto, con un sorriso:
«In città nessuno sopravvive senza sporcarsi le mani. Nemmeno tu, Giorgio.»
Ho guardato i grattacieli. Sembravano immobili, ma sapevo che dietro quelle finestre qualcuno stava già barattando vite per numeri. E forse uno di loro aveva deciso che un proiettile valeva più di un contratto.