Vera Sorgente
Detective intraprendente

A Colbacco tutto può diventare un caso.

Una segretaria comunale.
Un taccuino pieno di teorie improbabili.
Un paese tranquillo che tranquillo non è mai davvero.

Quando c'è qualcosa di strano, Vera entra in scena.

Chi è Vera Sorgente

Vera ha capelli rosso fuoco, occhi verde smeraldo e un cappello da detective decorato con piume di tutti i colori.

Non è una detective ufficiale. Ha deciso di diventarlo.

Stanca della routine all’ufficio comunale, ha scelto di vedere misteri dove gli altri vedono solo normalità.

Con lei c’è Dario Fontana. Maldestro. Impaurito dai topi. Ma fedele compagno di ogni indagine.

Vera osserva, immagina, collega dettagli improbabili. E spesso ha ragione.

Benvenuti a Colbacco

Colbacco è un paese circondato dalle montagne della Valle di Basco.

Stradine acciottolate. Un castello a forma di bombetta.
Mercati rumorosi e botteghe artigiane.

Un luogo dove tutti si conoscono.
E proprio per questo ogni mistero diventa un evento.

Leggi le prime pagine

Qui trovi l’estratto. Se dopo due scene non ti prende, hai ragione tu.

IL MISTERO DEI CAPPELLI SCOMPARSI


Colbacco, un incantevole paese circondato dalle maestose montagne della Valle di Basco, è famosa per la sua storia millenaria, il suo patrimonio culturale e le bellezze naturali che la circondano. Con le sue stradine acciottolate, le piazze e le antiche architetture che raccontano storie silenziose di tempi passati, Colbacco porta con sé un fascino senza tempo. Il maestoso castello a forma di bombetta domina il panorama del paese. Il mercato locale, cuore pulsante della vita cittadina, si anima ogni giorno di colori, odori e suoni che segnano il ritmo delle giornate. Le vie del borgo antico sono animate da bar caratteristici, botteghe artigiane e piccoli negozi che contribuiscono a creare un‘atmosfera calorosa e familiare. Gli abitanti di Colbacco, con il loro spirito accogliente e il senso dell’umorismo, diventano personaggi a pieno titolo della storia che sto per raccontarvi.


La tranquilla città di Colbacco si svegliava sotto il tiepido sole di marzo, e mentre le montagne facevano da sentinelle silenziose, il mondo sembrava muoversi lentamente. Tuttavia, l’aria si caricava di mistero. Vera Sorgente, una donna con una fervida immaginazione e un amore per le assurdità, aveva deciso che la sua vita necessitava di un tocco di mistero. Stanca della sua routine come segretaria all’ufficio comunale, si svegliò quel mattino con una determinazione insolita. Era giunto il momento di diventare una detective. Non una qualunque, ma una detective decisa a risolvere i misteri che, secondo lei, permeavano la tranquilla Colbacco. Uscì
di casa e iniziò a vagare per le strade del centro storico con in mano il suo taccuino, un compagno inseparabile riempito con schizzi, appunti e teorie assurde. Con i suoi capelli rosso fuoco, voluminosi e sempre spettinati, gli occhi vivaci di un colore verde smeraldo, un viso spesso adornato da un sorriso contagioso, un abbigliamento che era un tripudio di colori e dettagli bizzarri, un paio di scarpe con tacco alto che conferivano un tocco di eleganza eccentrica, il cappello da detective, decorato con piume di tutti i colori dell’arcobaleno, Vera dimostrava di non essere una persona come tante altre. Era una tranquilla mattina primaverile, almeno finché Vera non inciampò in un cesto di cappelli, lasciato incautamente non custodito, all’ingresso del suo negozio di antiquariato preferito. La sua vena investigativa si accese all’istante, e un sorriso teatrale si dipinse sul suo volto. Si inginocchiò per raccogliere i cappelli, e fu allora che la città di Colbacco si trovò coinvolta nel mistero dei cappelli scomparsi. Il problema non era solo che i cappelli sembravano essere svaniti nel nulla, ma che erano scomparsi tutti nello stesso istante. La signora Uvaspina, con il suo cappello decorato con della frutta, il signor Campagna con il suo cappello di paglia e persino il sindaco con la sua elegante bombetta – tutti erano stati privati improvvisamente del loro accessorio distintivo. Nel paese di Colbacco non esisteva più nessun copricapo. Era l’opportunità perfetta per Vera. Poteva dimostrare di essere una detective di spicco, anche in una piccola città della Valle di Basco. Chiamò immediatamente Dario Fontana, uomo maldestro e confusionario che si impressionava per qualsiasi cosa potesse provocare un minimo di spavento. Dario, il suo eterno compagno di avventure fin da quando, da bambino, si era trasferito in paese, si unì all’entusiasmo di Vera. Con i suoi capelli biondo cenere e gli occhiali che sembravano sempre un po’ troppo grandi per il suo viso, Dario aveva un aspetto eccentrico che rifletteva perfettamente la sua personalità particolare. La sua figura era slanciata, ma la sua postura spesso era un miscuglio di imbarazzo e incertezza, come se fosse sempre pronto a inciampare nei suoi stessi piedoni. Indossava abiti semplici, come pantaloni alla “zuava” di panno nero e camicie dai colori sempre molto accesi, ma a differenza di Vera,
Dario non prestava molta attenzione alla moda. Teneva sempre in mano una piccola cassetta degli attrezzi, che usava come strumento per tenere lontane le sue paure. Vera amava la sua innocenza e il suo atteggiamento scanzonato, anche se rendeva ogni investigazione un po’ più complicata.
Decisero di iniziare le indagini dal mercato del paese, convinti che tra tutte le bancarelle si potessero trovare indizi fondamentali. «Signora Cotone!» chiamò Vera, avvicinandosi a una bancarella di maglioni variopinti. «Ha sentito parlare della tragedia dei cappelli scomparsi? Ha notato qualcosa di insolito qui al mercato?» La signora Cotone, una donna anziana con una pettinatura che ricordava la forma di una torta a due piani, guardò Vera con sospetto.

«Cappelli scomparsi? Non ho idea di cosa state parlando. Io non vendo cappelli ma soltanto maglioni e, come può vedere sono tutti al loro posto.»
Vera, ignorando la risposta apparentemente innocente, prese un maglione con il disegno di un cappello da baseball e lo esaminò con sospetto. «Questi maglioni sembrano piuttosto sospetti, signora Cotone. Potrebbero essere coinvolti nella scomparsa dei cappelli?»
La signora Cotone, incrociando le braccia sopra il suo maglione che aveva la stessa immagine del maglione preso da Vera, scosse la testa con un sorriso compiaciuto.
«Signorina, credo che i miei maglioni siano troppo impegnati a tifare la loro squadra per essere coinvolti in furti misteriosi.» Dario Fontana, accanto a Vera con il suo sguardo confuso, intervenne.
«Signora Cotone, forse i suoi maglioni hanno una vita propria! Potrebbero essersi stufati di avere solo immagini di cappelli da baseball.»
La signora Cotone scoppiò in una risata sonora.
«I miei maglioni sono troppo sportivi per comportarsi in modo così stravagante. Ma se volete, posso darvi un maglione senza l’immagine del cappello così potete verificare voi se davvero fa parte di una banda criminale!»
Vera, mantenendo il suo atteggiamento teatrale, accettò il maglione con un sorriso.
«Grazie! Forse questo ci darà una prospettiva diversa sui misteri che ci circondano.»
Dario, nel frattempo, si era distratto con un maglione con l’immagine di una coppola siciliana e stava cercando di infilarlo in modo maldestro. «Signora Cotone, questo maglione sembra particolarmente sospetto!» esclamò Dario, cercando di apparire drammatico mentre il tessuto gli copriva gli occhi. «Potrebbe essere il maglione del colpevole!»
«Signorina, penso che il suo amico stia solo cercando di trovare un maglione che gli stia bene.
Nessun mistero quindi, solo voglia di cambiare look.»
Nonostante la mancanza di indizi evidenti, Vera non si lasciò scoraggiare.
«Grazie, signora Cotone. Dario, dobbiamo espandere la nostra indagine. I cappelli potrebbero essere ovunque!»
«La verità potrebbe essere più strana di quanto sembri!» disse la signora Cotone, salutando con un gesto teatrale. «Che la vostra ricerca di cappelli scomparsi sia fruttuosa!»
A queste parole Vera capì che l’indizio si poteva celare nelle bancarelle di frutta...

Pronto a entrare a Colbacco?

Qui non troverai crimini efferati.
Troverai misteri quotidiani, risate improvvise e un’energia contagiosa.

Vera non aspetta il pericolo.
Lo immagina.
E poi lo affronta.